Articoli

11 maggio 2014

Modernizzazione dell’istruzione superiore in Europa: politiche e pratiche nazionali a confronto

Un quadro comparativo chiaro delle politiche nazionali e delle pratiche a sostegno degli studenti nella fase del loro ingresso nell’istruzione superiore, nel corso degli studi e nel passaggio al mondo del lavoro. Il rapporto contiene anche esempi di pratiche istituzionali presenti in diverse parti d’Europa a dimostrazione di come le istituzioni stanno attuando gli obiettivi politici nazionali.

di Alessandra Mochi

Sostenere lo sviluppo di sistemi di istruzione superiore di massa è una delle priorità delle agende politiche a livello nazionale ed europeo. Ciò è dovuto al fatto che i sistemi di istruzione superiore in Europa dovrebbero essere strutturati in modo tale da adeguarsi e dare rapide risposte ai bisogni della nostra economia e delle nostre società basate sempre più sulla conoscenza. Allo stesso modo, per ampliare la base di conoscenza e favorire il progresso, è necessario che un numero sempre più elevato di cittadini europei sia in possesso di titoli di studio dell’istruzione superiore. In Europa, la strategia EU 2020, con l’obiettivo del tasso di completamento del 40% entro il 2020 e con l’agenda di modernizzazione, punta, ad esempio, ad aumentare la partecipazione all’istruzione superiore.

In vista del raggiungimento di questi obiettivi e per sostenere processi decisionali ottimali, il rapporto della rete Eurydice su Modernisation of Higher Education in Europe: Access, Retention and Employability prende in esame le politiche e le pratiche presenti in Europa relative a tre ambiti relativi all’istruzione superiore:

• Accesso, che comprende la consapevolezza da parte degli studenti dell’offerta dell’istruzione superiore, dei requisiti per essere ammessi e del processo di ammissione;
• Capacità di trattenere gli studenti, che comprende la progressione nel programma di studi con il supporto che può essere offerto in caso di problematiche che emergono durante il percorso;
• Occupabilità, che comprende le misure per favorire il passaggio degli studenti dall’istruzione superiore al mercato del lavoro.

Dal rapporto sono emersi i seguenti principali risultati:

Solo otto paesi hanno fissato obiettivi per aumentare la partecipazione di gruppi specifici di studenti
Il concetto di accesso all’istruzione superiore non prevede più soltanto il diritto degli studenti idonei a fare richiesta di iscrizione e ad essere presi in considerazione per un programma di studi. Oggi è prevista anche una ‘dimensione sociale’ finalizzata a far sì che l’insieme degli studenti rispecchi i vari settori della società. In pratica ciò significa che le politiche devono mirare a rimuovere gli ostacoli legati agli svantaggi derivanti dal background economico e sociale dei richiedenti. In quasi tutti i paesi sono stati fissati obiettivi generali per quanto riguarda l’accesso. Tuttavia, solo otto paesi hanno definito gli obiettivi di partecipazione per gruppi specifici di studenti. Inoltre, i gruppi di studenti individuati da questi paesi variano ampiamente. Ad esempio, nella Comunità fiamminga del Belgio, l’obiettivo riguarda ragazzi i cui genitori non posseggono una qualifica di istruzione superiore. La Finlandia punta in particolare ad aumentare la partecipazione maschile mentre la Lituania a incrementare la partecipazione femminile negli studi matematici e scientifici.

 

Cartina Europa

Il monitoraggio delle caratteristiche degli studenti varia in maniera significativa fra i paesi e i dati non sono sfruttati in maniera ottimale
Sebbene quasi tutti i paesi rilevino caratteristiche di base della popolazione studentesca come l’età e il genere, le caratteristiche degli studenti che i paesi monitorano nel tempo variano in maniera significativa: ‘tipologia e livello della qualifica conseguita prima dell’ingresso nell’istruzione superiore‘ sono di gran lunga gli aspetti monitorati più di frequente, mentre lo ‘status di minoranza etnica, culturale o linguistica’ della popolazione studentesca è raramente preso in considerazione.

Fig_2.pdf 2016-06-29 12-06-43

I dati sugli studenti, anche se monitorati sistematicamente, non sempre sono sfruttati in maniera ottimale. 19 sistemi educativi, ad esempio, non sono stati in grado di riferire sui cambiamenti specifici rispetto alla diversità dei loro studenti fra il 2002/03 e il 2012/13, al di là di riferire su dati di natura generale come i numeri degli studenti o la distribuzione di genere.

Gli istituti di istruzione superiore ricevono raramente incentivi finanziari per ampliare l’accesso
Un altro aspetto singolare che contraddice le ambizioni politiche è la mancanza di incentivi finanziari per gli istituti di istruzione superiore finalizzati ad ampliare l’accesso. Solo due governi nazionali, l’Irlanda e il Regno Unito, premiano gli istituti di istruzione superiore più capaci di attrarre iscrizioni e di trattenere gli studenti appartenenti a gruppi sottorappresentati per l’intera durata del programma di studi.

26 sistemi educativi utilizzano incentivi finanziari per gli studenti che terminano gli studi nei tempi previsti
Limitarsi a facilitare l’accesso all’istruzione superiore non garantisce alte percentuali di laureati. Questo è il motivo per cui è necessario dedicare la dovuta attenzione agli studenti che stanno completando gli studi. Se da un lato non è facile individuare obiettivi precisi per migliorare il trattenimento degli studenti, dall’altro i singoli paesi sono soliti fissare obiettivi generali per ridurre l’abbandono e offrire misure specifiche per premiarli. Ad esempio, 26 sistemi educativi offrono incentivi finanziari per incoraggiare gli studenti a completare gli studi nei tempi previsti. In questi sistemi si può, ad esempio, richiedere agli studenti di pagare le tasse di frequenza o le tasse amministrative solo se vanno oltre i tempi previsti. Un’altra misura può consistere nel limitare il sostegno finanziario agli studenti per la regolare durata degli studi.

Cartina Europa

Metà dei paesi europei offre incentivi finanziari agli istituti che si adoperano per aumentare i tassi di completamento
Oltre ad assegnare premi economici direttamente ai singoli studenti, i paesi possono dare incentivi finanziari agli istituti di istruzione superiore che mettono in atto misure per trattenere gli studenti. È interessante notare che solo metà dei paesi europei prevede tali iniziative. Nell’altra metà dei paesi migliorare il tasso di completamento o ridurre il tasso di abbandono non ha alcun impatto sul finanziamento degli istituti

 

Fig_4.pdf 2016-06-29 12-47-51


Gli studi part-time sono spesso più costosi per gli studenti rispetto agli stessi studi a tempo pieno

Una maggiore flessibilità per portare a termine gli studi attraverso l’offerta di istruzione part-time o di apprendimento a distanza può avere un impatto positivo sulle percentuali sia di accesso sia di completamento. La maggior parte dei paesi europei offre ad oggi ufficialmente agli studenti l’opportunità di organizzare gli studi con maggiore flessibilità rispetto al tradizionale tempo pieno. Se è vero che l’istruzione part-time agevola chi non può studiare a tempo pieno, è vero anche che può risultare onerosa. In 12 sistemi educativi, per esempio, gli studi part-time prevedono un investimento finanziario privato più elevato rispetto agli studi tradizionali. Oltre al pagamento di tasse più alte, il sostegno finanziario
a cui gli studenti hanno diritto è spesso limitato.

Fig_5.pdf 2016-06-29 12-50-40

17 sistemi educativi consultano i datori di lavoro per adeguare i programmi di studio alle esigenze del mercato del lavoro
I sistemi nazionali e gli istituti di istruzione superiore si impegnano molto per aumentare l’occupabilità dei laureati sia strutturando i programmi di studi in modo da rispondere ai bisogni del mercato del lavoro, sia assicurandosi che gli studenti acquisiscano, durante l’intero percorso di studi, le giuste competenze per ottenere un lavoro. Consultare e coinvolgere direttamente i datori di lavoro e le imprese nella progettazione dei programmi di studio dell’istruzione superiore è un modo per adeguare i programmi di studio al mercato del lavoro. Infatti,
17 sistemi educativi utilizzano questo metodo e coinvolgono i datori di lavoro nello sviluppo del curricolo, nell’insegnamento, e nella partecipazione agli organi consultivi e decisionali.

Fig_6.pdf 2016-06-29 13-21-36

Le agenzie di certificazione della qualità raramente fanno riferimento ai dati sull’accesso, sul trattenimento degli studenti e sull’occupabilità in rapporto ai profili specifici degli studenti
Se da un lato le agenzie di certificazione della qualità tengono conto in parte dei dati sull’accesso, sul trattenimento degli studenti e sull’occupabilità, raramente prendono in considerazione i differenti profili degli studenti. Alle agenzie può, ad esempio, essere richiesto di tenere conto dei sistemi di ammissione senza però concentrarsi su come tali sistemi possano svolgere un ruolo fondamentale nell’accesso degli studenti svantaggiati. Analogamente, i processi di assicurazione della qualità che prestano attenzione al trattenimento degli studenti possono prendere in considerazione le tendenze delle percentuali di completamento ma raramente cercano di capire quali sono le cause alla base dell’abbandono. Non vi sono neppure prove del fatto che ci siano paesi o agenzie di certificazione della qualità che analizzano con sistematicità le opportunità di occupazione in rapporto ai profili sociali dei laureati. È quindi impossibile arrivare a sapere se fattori come lo svantaggio socioeconomico o l’etnia, che hanno notoriamente un impatto sui tassi di accesso e di completamento, abbiano anche un impatto sull’occupazione dopo la laurea.

»


Tag: Istruzione superiore