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26 ottobre 2017

Tasse e supporto finanziario agli studenti dell’istruzione superiore: paesi europei a confronto

C’è qualche paese in Europa in cui gli studenti dell’istruzione superiore non pagano le tasse? Quali sono i paesi in cui le tasse sono più alte? Quale tipo di supporto finanziario viene offerto agli studenti e chi, in realtà, ne beneficia? A queste e ad altre domande risponde la rete Eurydice con uno specifico rapporto annuale.

di Alessandra Mochi

La nuova Agenda europea in tema di istruzione superiore sostiene i sistemi educativi europei nel rispondere ai bisogni di economie e società sempre più basate sulla conoscenza. Per far ciò è necessario che sempre più cittadini abbiano un alto livello di conoscenze e competenze. Una delle esigenze fondamentali per sviluppare sistemi di istruzione superiore di massa e di qualità è assicurare agli studenti le condizioni materiali di base per studiare. In che modo queste condizioni vengono create a livello nazionale è un aspetto fondamentale della dimensione sociale dell’istruzione superiore, per cui i sistemi di tassazione e di supporto finanziario diventano strumenti importanti nelle politiche dei singoli paesi.

Le tasse che gli studenti devono pagare per seguire i percorsi di studio e il supporto finanziario a loro disposizione sono dirimenti per incoraggiare o per scoraggiare l’accesso a questo livello di istruzione, e possono fortemente influenzare anche la progressione negli studi e i tassi di completamento dei percorsi. La normativa europea prevede che tutti i cittadini degli stati membri abbiano diritto a studiare in un paese diverso dal proprio con gli stessi diritti dei cittadini autoctoni. In altre parole, il sistema di tassazione e le misure di supporto in vigore per i cittadini di un paese si applicano a tutti gli studenti europei.

Il rapporto di Eurydice National Student Fee and Support Systems in European Higher Education 2017/18 mette in luce molte differenze riguardo alle tasse ed evidenzia che sono possibili anche interpretazioni diverse di questo termine. Per queste ragioni nel rapporto tutti i costi a carico degli studenti vengono considerati “tasse”. Al di là, però, di che cosa si intenda per “tasse”, le dimensioni da tenere in considerazione sono molte. Ad esempio, laddove le tasse sono da pagare, è previsto che le paghino tutti gli studenti o solo alcuni? E se vengono pagate solo da alcuni, in base a quali criteri ciò avviene? E quanto è l’importo da pagare?

Altrettante domande si pongono quando si parla di supporto agli studenti. Il supporto può esistere in diverse forme, tuttavia questo rapporto prende in esame soltanto quelle più diffuse e più comparabili. Il tentativo è quello di sapere quali studenti, o quali famiglie, possono avere accesso al supporto finanziario pubblico nella forma di borse di studio, prestiti, assegni familiari e sgravi fiscali, a quali condizioni, in base a quali i criteri e quanto supporto viene loro effettivamente offerto.

La sintesi comparativa che introduce il rapporto basa l’analisi dei dati sugli studenti a tempo pieno del primo ciclo dell’istruzione superiore che costituiscono la parte più ampia della popolazione studentesca in tutti i paesi. I diagrammi e le informazioni presenti nelle schede per paese si concentrano sui principali elementi dei sistemi nazionali e aiutano il lettore a comprendere la situazione reale permettendo di fare accurati confronti fra i paesi.

Data la crescente importanza dei programmi di ciclo breve in Europa, vengono riportate anche informazioni sulle tasse e sul sostegno agli studenti per i paesi in cui tali informazioni erano disponibili.

La seguente figura illustra come i governi dei vari paesi distribuiscono le tasse per l’istruzione superiore fra gli studenti e quanto sia diffusa l’assegnazione di borse di studio:

 

Figura 1: Percentuale di studenti a tempo pieno che pagano le tasse (2017/18) e di beneficiari di borse di studio (2016/17) nel primo ciclo dell’istruzione superiore nei paesi europei

Figura 1

 

Dalla figura 1 (Quadrante A) risulta che in Danimarca, a Malta, in Svezia, Finlandia e Scozia una bassa percentuale di studenti paga le tasse mentre un’alta percentuale beneficia di borse di studio. Invece, in un altro gruppo di paesi (Quadrante B) meno della metà degli studenti paga le tasse e delle borse di studio ne beneficia solo una minoranza. All’interno di questo gruppo di paesi ve ne sono alcuni, come Germania, Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Polonia, Slovenia e Slovacchia, in cui, nel primo ciclo dell’istruzione superiore, le tasse non si pagano o, al massimo, si pagano 100 euro. A pagarle sono quei pochi studenti con risultati accademici insoddisfacenti.

Altri paesi (Quadranti C e D) fanno invece pagare le tasse alla maggior parte degli studenti, ma fra di essi ci sono differenze per quanto riguarda la distribuzione di borse di studio fra la popolazione studentesca.

Fra i paesi in cui le tasse vengono pagate praticamente da tutti e in cui la percentuale di assegnazioni di borse di studio è piuttosto irrilevante (Quadrante C), ci sono alcune eccezioni: in Italia, Belgio (Comunità francese), Francia, Spagna e Irlanda alcuni studenti economicamente svantaggiati sono esentati dal pagare le tasse e hanno diritto a borse di studio. Nella maggior parte dei paesi di questo gruppo la conseguenza della scarsa disponibilità di borse di studio è che gli studenti restano economicamente dipendenti dalla famiglia oppure sono costretti a lavorare. Ciò può ostacolare l’accesso all’istruzione superiore, in particolare nel caso di studenti svantaggiati. Nel Regno Unito (Inghilterra e Galles) sono presenti sia borse di studio sia prestiti. Tuttavia, dal 2016/17 sono presenti esclusivamente i prestiti.

Infine, esiste un gruppo di paesi (Quadrante D) con un’alta percentuale di studenti che pagano le tasse e un’alta percentuale che ottiene borse di studio. In questi paesi l’alto livello di supporto pubblico dato agli studenti va a compensare una parte delle alte tasse da pagare. Ciò nonostante gli studenti possono anche laurearsi con un debito elevato che dovranno rimborsare dopo la fine degli studi.

Il rapporto offre anche una panoramica di quali studenti pagano più comunemente le tasse nei paesi oggetto dell’indagine, della percentuale degli studenti paganti oltre a dare informazioni sugli importi delle tasse nei singoli paesi.

La seguente figura mostra le categorie di studenti che pagano importi superiori ai 100 euro all’anno per partecipare a corsi di studio del primo ciclo dell’istruzione superiore. In 13 sistemi educativi su 42 paga le tasse sia chi studia a tempo pieno sia chi studia part-time.

 

Figura 2: Categorie più comuni di studenti che pagano le tasse (comprese tasse di frequenza e amministrative) nei programmi di studio di primo ciclo, 2017/18

Figura 2

 

In Repubblica ceca, in Austria e in Slovacchia le tasse non si pagano, o si paga molto poco per studiare nei corsi del primo ciclo, mentre chi non è in pari con gli studi è costretto a pagarle. Ciò è previsto anche in cinque Länder della Germania, anche se, per il momento, nessuna università ha messo in atto questa misura. In Estonia, in Croazia, in Polonia e nel Montenegro, dall’anno accademico 2017/18 gli studenti a tempo pieno neoiscritti che non riescono a raggiungere un certo numero di crediti ECTS o che hanno risultati insoddisfacenti devono pagare le tasse. In Slovacchia le tasse per la prima laurea sono coperte dal bilancio pubblico, mentre per conseguire la seconda laurea o un ulteriore titolo di studio si devono pagare tutte le tasse. In Lettonia, Lituania, Ungheria, Romania, Bosnia ed Erzegovina e in Serbia si fa una distinzione fra gli studenti il cui pagamento delle tasse è coperto dal bilancio pubblico e studenti che devono pagarle. La selezione per ricevere la sovvenzioni statali avviene in genere sulla base dei risultati accademici.

Ma quanto spendono per le tasse gli studenti in Europa? L’importo varia molto da paese a pese. Esclusi i paesi in cui le tasse non si pagano, meno di tutti spendono gli studenti del primo ciclo che sono in regola con il percorso di studi in Repubblica ceca, Polonia, Slovenia e Slovacchia dove, al massimo, pagano 100 euro all’anno. Si spendono fra i 101 e i 1000 euro in 12 paesi (Francia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Lussemburgo, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Islanda, Montenegro, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Turchia), mentre si spendono fra i 1001 e i 3000 euro in otto sistemi educativi, fra i quali figuriamo anche noi: questo gruppo di paesi comprende, appunto, Italia, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Liechtenstein. In tutti questi paesi la maggior parte degli studenti paga le tasse. Anche l’Ungheria rientra in questo gruppo, e qui le tasse vengono fatte pagare agli studenti che non rientrano fra coloro che ricevono la sovvenzione dallo stato. Ma il paese in cui le tasse sono più alte è il Regno Unito (Inghilterra e Galles), dove la cifra a carico dello studente raggiunge i 10.027 euro.


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