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Educazione all’imprenditorialità a scuola in Europa
L’istruzione scolastica ha il compito di fornire ai giovani gli strumenti per affrontare le complessità del mondo contemporaneo, e l’educazione all’imprenditorialità è fondamentale per sviluppare competenze come creatività, pensiero critico e collaborazione. Promossa dall'Unione Europea per oltre vent'anni, l’imprenditorialità è stata definita nel Quadro europeo delle competenze imprenditoriali (EntreComp), come la capacità di trasformare le idee in azioni che generano valore per gli altri.
di Erika Bartolini

Il nuovo Quaderno di Eurydice Italia accoglie la traduzione italiana del rapporto della Rete Eurydice ‘L’educazione all’imprenditorialità a scuola in Europa-2025’ che analizza le politiche attuate in 38 sistemi educativi europei per integrare questa competenza nei curricoli e nella formazione dei docenti.
Il rapporto si inserisce nel contesto delle politiche di promozione dell’educazione all’imprenditorialità che l’UE porta avanti sin dal 2000, con tappe fondamentali come la Raccomandazione sulle competenze chiave del 2006 e il quadro EntreComp del 2016. Oggi è considerata una competenza trasversale per la vita, rilevante anche per le transizioni verde e digitale, e va ben oltre la semplice creazione di imprese.
Principali risultati
Nella maggior parte dei sistemi educativi, l’educazione all’imprenditorialità è integrata in strategie di livello superiore che perseguono obiettivi ampi, come lo sviluppo delle competenze del XXI secolo o la crescita economica. Solo cinque sistemi hanno strategie dedicate esclusivamente a questa materia.
Tutti i sistemi educativi includono l’educazione all’imprenditorialità nei loro curricoli, solitamente seguendo un approccio interdisciplinare o per disciplina
Circa tre quarti dei sistemi esaminati adottano un approccio interdisciplinare dall’istruzione primaria all’istruzione secondaria superiore. Mentre nelle scuole superiori l’imprenditorialità è spesso una materia specialistica o economica, nelle scuole primarie viene solitamente integrata in discipline come STEM o materie umanistiche, dimostrando che le abilità imprenditoriali possono essere trasmesse attraverso qualsiasi materia.

Per quanto riguarda le competenze previste nel curricolo, l’analisi evidenzia uno sbilanciamento: i curricoli tendono a concentrarsi maggiormente su aspetti economici e aziendali (“Conoscenze economico finanziarie”) piuttosto che su componenti basate sul pensiero creativo, quali “Visione”, “Riconoscere le opportunità” o “Affrontare l’incertezza”. Questo suggerisce una concezione ancora ristretta dell’imprenditorialità, che viene approfondita maggiormente nei livelli scolastici superiori grazie alla presenza di discipline specialistiche.

Inoltre, le attività pratiche sono essenziali per applicare concetti teorici a sfide reali. Sebbene siano diffuse nell’istruzione secondaria, esse vengono offerte principalmente come attività extracurricolari o opzionali e raramente sono obbligatorie, limitando l’accesso a tutti gli studenti.

I riferimenti all’educazione all’imprenditorialità all’interno dei quadri di riferimento delle competenze degli insegnanti e dirigenti scolastici sono molto rari
Nonostante l’importanza dei quadri di competenza per guidare la formazione dei docenti, solo Estonia, Polonia e Norvegia includono riferimenti espliciti all’imprenditorialità per tutti gli insegnanti. L’Austria è l’unico sistema ad aver sviluppato un quadro specifico per i docenti di questa materia.
Sebbene 19 sistemi educativi prevedano riferimenti alla formazione dei docenti in questo ambito, i dirigenti scolastici ricevono molto meno supporto specifico. I programmi esistenti per i dirigenti si concentrano solitamente su competenze generali di leadership piuttosto che sul potenziamento dell’educazione all’imprenditorialità nelle loro scuole.
Inoltre, solo un terzo dei sistemi fornisce indicazioni per un approccio sistemico che offra un’esperienza di apprendimento immersiva. La maggior parte delle linee guida riguarda il coinvolgimento di partner esterni, ma gli incentivi finanziari o i premi per sostenere le scuole in questo percorso sono rari.
Considerazioni finali
Il rapporto riconosce progressi positivi, con l’integrazione dell’imprenditorialità in quasi tutti i curricoli e l’adozione di strategie di supporto. Tuttavia, rimangono aree critiche: è necessario bilanciare il curricolo includendo maggiormente le attitudini e le competenze trasversali (oltre alle conoscenze finanziarie) e migliorare la formazione per i dirigenti scolastici. Garantire che le esperienze pratiche non siano solo facoltative è fondamentale per permettere a ogni studente di padroneggiare queste abilità nel mondo reale.
