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25 Novembre 2025

Promuovere le carriere accademiche in Europa: approfondimenti e sviluppi strategici

Con il continuo evolversi del panorama dell’istruzione superiore europea, il nuovo rapporto Eurydice mette in luce il ruolo cruciale delle carriere accademiche nel plasmare il futuro del mondo accademico, rivelando tendenze chiave, sfide e opportunità di crescita.

di Simona Baggiani

Il personale accademico è una componente indispensabile del sistema di istruzione superiore e svolge un ruolo fondamentale nell’offerta di un’istruzione di qualità, nel promuovere l’innovazione e nel sostenere la crescita economica.

Il rapporto Eurydice analizza le attuali dinamiche della professione accademica, con l’obiettivo di fornire a decisori politici, ricercatori e istituzioni educative elementi utili per sviluppare strategie efficaci volte a garantire carriere sostenibili in ambito accademico.

L’analisi rivela che, nel complesso, i sistemi di istruzione superiore europei attribuiscono grande importanza alla qualità, all’efficienza e alla responsabilità; contemporaneamente si stanno ampliando i ruoli del personale accademico nell’insegnamento, nella ricerca e nei servizi alla comunità. Nonostante l’attenzione crescente in alcuni ambiti, le principali sfide individuate nella Raccomandazione del Consiglio del 2024 relativa alle carriere attrattive e sostenibili nell’istruzione superiore permangono, ossia:

  • il riconoscimento della diversità dei ruoli del personale accademico,
  • il raggiungimento della parità di prestigio tra insegnamento e ricerca,
  • il contrasto al lavoro precario,
  • il miglioramento dell’equità di genere,
  • il sostegno al crescente fabbisogno di sviluppo professionale continuo.

Alla luce di questi risultati, il rapporto rappresenta una risorsa preziosa per i decisori politici, gli educatori e tutti gli stakeholder interessati al futuro del mondo accademico.

 

Principali evidenze 

 

Carriere accademiche flessibili e sicure
In tutta Europa emerge la necessità di percorsi di carriera stabili ma al tempo stesso adattabili per il personale accademico. I dati mostrano che 31 sistemi hanno in corso una strategia dedicata al personale accademico e 24 sistemi hanno introdotto almeno una riforma negli ultimi cinque anni.

 

Equilibrio tra didattica e ricerca
Un tema sempre più rilevante è la parità di prestigio tra insegnamento e attività scientifica. Nove strategie nazionali la menzionano esplicitamente e dieci riforme a livello di sistema hanno introdotto strumenti di valutazione delle performance, come nei Paesi Bassi, in Polonia e in Islanda.

Sviluppo professionale e apprendimento continuo
Undici riforme nazionali hanno rafforzato lo sviluppo professionale continuo del personale. In Austria, ad esempio, è stata introdotta una misura per potenziare la cooperazione tra scuole universitarie per la formazione degli insegnanti e università, rendendo la formazione più orientata alla ricerca.

Tutela della libertà accademica
Sette riforme e otto strategie nazionali citano esplicitamente la libertà accademica come priorità. Paesi come Svezia e Grecia hanno adottato misure concrete, rispettivamente con una modifica della Legge sull’istruzione superiore e con un rafforzamento delle tutele giuridiche relative alla libertà accademica.

Inclusione e diversità nel mondo accademico
Cresce l’attenzione per equità di genere, inclusione e diversità: 21 strategie nazionali menzionano questi obiettivi, spesso collegati a reclutamento e benessere del personale. Molte università stanno integrando pari opportunità e inclusione nelle proprie politiche interne.

Internazionalizzazione e mobilità
Collaborazione e apertura internazionale sono centrali per 21 strategie nazionali, mentre 9 riforme hanno introdotto misure specifiche. La Croazia ha avviato un programma di finanziamento per conferenze e mobilità internazionale, e la Lettonia ha integrato la mobilità nel nuovo quadro delle carriere accademiche.

Condizioni di lavoro
Persistono criticità nei contratti. In due terzi dei sistemi europei oltre il 90% dei professori ha un contratto a tempo indeterminato, ma in un terzo dei casi questi coesistono con contratti a termine. Inoltre, 20 sistemi hanno introdotto riforme relative ai contratti di lavoro. Paesi come Lettonia, Ungheria, Polonia e Romania hanno adottato nuovi quadri normativi per rafforzare le carriere accademiche e ridurre il lavoro precario.

Riforme più frequenti
I contratti di lavoro sono l’aspetto più frequentemente affrontato dalle riforme nazionali, seguiti dalla retribuzione, oggetto di 16 riforme. Tra gli altri temi più rilevanti figurano il reclutamento, la valutazione delle performance e la promozione, la flessibilità dei percorsi di carriera e lo sviluppo professionale continuo / aggiornamento delle competenze.

 

Conclusioni

Il rapporto Academic Staff in Europe conferma come la sostenibilità delle carriere accademiche sia una sfida strategica per tutti i sistemi universitari europei. Pur emergendo segnali incoraggianti – dal rafforzamento della libertà accademica all’inclusione, dalla valorizzazione della didattica alla mobilità internazionale – restano nodi da sciogliere, in particolare sul fronte della precarietà e dell’equilibrio tra ricerca e insegnamento.

Per decisori politici, educatori e stakeholder, il documento rappresenta dunque una bussola preziosa per delineare strategie in grado di rendere l’Europa un contesto più attrattivo, equo e competitivo per le carriere accademiche del futuro.

 

Per consultare e/o scaricare il rapporto Academic Staff in Europe – 2025


Tag: Istruzione superiore