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23 Ottobre 2019

L’integrazione a scuola degli studenti migranti: analisi comparativa delle politiche educative in Europa

Gli studenti provenienti da contesti migratori devono affrontare molte sfide che incidono sul loro apprendimento e sul loro sviluppo. Questo nuovo Quaderno di Eurydice accoglie lo studio della rete che compara le politiche educative dei paesi europei per la loro integrazione nelle scuole.

di Alessandra Mochi

In che modo viene affrontata oggi in Europa l’integrazione degli alunni provenienti da contesti migratori? Quest’ultimo Quaderno di Eurydice, che accoglie la traduzione italiana del rapporto dell’omonima rete, dal titolo Integrating Students from Migrant Backgrounds into Schools in Europe: National Policies and Measures, risponde a questa domanda attraverso una comparazione delle politiche chiave e delle misure messe in atto dalle autorità educative di 42 paesi europei.

Il rapporto, riferito all’anno scolastico 2017/18, si apre con un quadro di contesto contenente dati demografici sull’immigrazione in Europa, sui risultati degli alunni migranti negli studi e sul loro  benessere a scuola, per poi proseguire con un’analisi comparativa suddivisa in due parti: la prima parte costituita da una mappatura delle politiche e delle misure nazionali di tutti i paesi presi in esame, si sviluppa attraverso un’analisi comparativa su argomenti come la governance, l’accesso all’istruzione, il sostegno psico-sociale, linguistico, e all’apprendimento, gli insegnanti e i capi di istituto; la seconda parte accoglie un’indagine più approfondita di alcune politiche e misure di integrazione mirate sul singolo alunno in 10 sistemi di istruzione selezionati, tra cui figura l’Italia, insieme a Germania, Spagna, Francia, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Svezia, e Inghilterra; questa parte è strutturata in base a due principali dimensioni: la gestione della diversità linguistica e culturale nelle scuole e l’adozione di un approccio all’insegnamento e all’apprendimento che tiene conto del benessere generale dell’alunno.

Dallo studio emerge che, nonostante la maggior parte dei sistemi educativi europei offra accesso all’istruzione e alla formazione agli alunni con background migratorio e nonostante l’educazione interculturale risulti spesso integrata nei curricoli nazionali, le politiche e le misure per il supporto all’apprendimento tendono a essere incentrate sugli aspetti accademici anziché sulle esigenze sociali ed emotive degli studenti. Inoltre, la valutazione iniziale e continua dei progressi educativi degli studenti migranti non è ampiamente diffusa e, laddove è presente, si concentra principalmente sulla lingua dell’istruzione. Per quanto riguarda il supporto linguistico, il numero degli studenti migranti che necessitano di questo tipo di sostegno è un criterio spesso dirimente per l’assegnazione dei finanziamenti per l’integrazione.

Fra le sfide che emergono dallo studio figura la mancanza di preparazione degli insegnanti a lavorare in classi culturalmente diverse a causa dell’assenza di una formazione specifica su questi temi; il fatto che gli studenti migranti, la cui lingua d’origine è diversa dalla lingua d’insegnamento, non abbiano il diritto di studiare la propria lingua d’origine a scuola, e la mancanza di sostegno agli insegnanti e ai capi d’istituto per far fronte ai bisogni di questi alunni, ad esempio attraverso la presenza a scuola di  assistenti e mediatori culturali per facilitarne l’integrazione, cosa che avviene in alcuni paesi.

Tra i paesi che hanno messo in campo buone strategie per l’integrazione degli studenti migranti nell’istruzione, il rapporto indica la Germania e l’Austria per la forte enfasi sulla diversità, la Spagna (Comunità autonoma di Catalogna), il Portogallo e la Slovenia come paesi che sono riusciti a seguire un approccio all’insegnamento e all’apprendimento che tiene conto del benessere generale dell’alunno, e la Finlandia e la Svezia perché sono i paesi che riservano la maggiore attenzione sia alla dimensione della diversità, sia alla dimensione del benessere generale.

In Italia, i documenti ufficiali sottolineano l’importanza dell’istruzione e del supporto tra pari, in particolare con l’aiuto degli alunni di seconda generazione che fungono da guide o da tutor per gli studenti migranti neoarrivati.  Sono fortemente incoraggiate anche le attività extracurricolari come mezzo per sostenere l’apprendimento e l’integrazione sociale degli alunni migranti, anche attraverso il coinvolgimento delle loro famiglie.

Lo studio conclude, infine, che le politiche che promuovono l’accesso a un’istruzione di qualità, adeguate allo sviluppo socio-emotivo e alla diversità degli studenti, sono favorevoli non solo ai fini dell’integrazione degli alunni migranti, ma a tutti gli studenti che si trovano a convivere e a crescere nei sistemi educativi di tutta Europa.

Per saperne di più si rimanda alla lettura del Quaderno di Eurydice Integrazione degli studenti provenienti da contesti migratori nelle scuole d’Europa: politiche e misure nazionali.


Tag: Eurydice Italia, Inclusione