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19 giugno 2017

La modernizzazione dell’istruzione superiore in Europa: il personale accademico

Il settore dell’istruzione superiore ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi venti anni. Nonostante la recente diminuzione demografica che ha interessato l’istruzione superiore in alcuni paesi, il numero generale di studenti è aumentato, mentre il settore dell’istruzione superiore si è diversificato ed è stato scenario di cambiamenti strutturali.

di Erika Bartolini

Il personale accademico è in prima linea di fronte all’aumento delle richieste da parte della società; tuttavia, i sistemi di istruzione si sono adeguati per permettere al personale di tenere il passo con questi rapidi cambiamenti?

Lo studio Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff – 2017 esplora l’attuale situazione del personale accademico nell’ambito del settore dell’istruzione superiore in rapida evoluzione. Il rapporto esamina le qualifiche richieste per il personale accademico, le procedure di reclutamento, le condizioni di lavoro, l’assicurazione di qualità esterna e le strategie a livello centrale per l’internazionalizzazione.

Il rapporto si basa in gran parte su un insieme di dati quantitativi e qualitativi e prende in esame i sistemi di istruzione superiore di 35 paesi. Si focalizza sulle categorie di personale accademico più rappresentative, in primis quelle coinvolte nell’attività di insegnamento e/o di ricerca.

Il rapporto è corredato di diagrammi nazionali che forniscono una panoramica delle categorie più rappresentative di personale accademico nei singoli paesi. Per ogni categoria di personale, sono disponibili una serie di informazioni fra le quali i principali compiti, le qualifiche richieste, informazioni contrattuali e statistiche.

 

Negli istituti di istruzione superiore, le donne sono ancora sotto rappresentate

Nella maggior parte dei paesi europei, le autorità superiori regolamentano almeno alcuni aspetti del reclutamento del personale accademico, con regole specifiche che variano in scopo e copertura. 24 sistemi di istruzione superiore hanno una normativa sulle pari opportunità direttamente applicabile al reclutamento dello staff accademico. La normativa sulle pari opportunità solitamente riguarda il genere, la razza, la disabilità, la religione, l’età, il credo politico e l’orientamento sessuale.

La realizzazione pratica delle norme sulle pari opportunità è in genere demandata ai datori di lavoro, ma quando le leggi contengono specifici obiettivi o indirizzi, sono generalmente limitate al bilanciamento di genere. La parità di genere ha avuto un ruolo importante nell’agenda politica a livello europeo per decenni. Tuttavia, nonostante l’evoluzione positiva nelle posizioni accademiche, nella maggior parte dei paesi le donne rappresentano meno della metà della forza lavoro.

Le disparità di genere sono ancora più nette quando si guarda al numero di donne che raggiunge il livello di professore. In paesi come Belgio, Irlanda, Grecia, Cipro e Paesi Bassi, le donne rappresentano meno del 20% dei professori. La Serbia è l’unico paese in cui più del 40% dei professori è donna.

I dati mostrano che, in Europa, per le donne, il percorso per raggiungere i livelli più alti nelle università è ostacolato da elementi che la normativa generale sulle pari opportunità non riesce a superare. Ciò è ancora più evidente quando si considera che in molti paesi la normativa sull’impiego del personale accademico riconosce più sicurezza in termini contrattuali per i livelli professionali più alti. Questo vuol dire che le donne non solo sono sotto-rappresentate nel settore, ma anche che ricoprono posizioni meno prestigiose e hanno condizioni contrattuali più precarie.

 

Figura 1: percentuale di donne rispetto al totale del personale accademico e dei professori, 2013

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Fonte: European Tertiary Education Register (dati estratti in novembre 2016)

 

Il personale accademico di livello senior tende ad avere condizioni contrattuali più favorevoli e contratti più sicuri rispetto ai colleghi più giovani

Scegliere la carriera accademica e progredire verso le posizioni più alte richiede un grande investimento in termini di tempo e di sforzi in tutta Europa, anche se la sicurezza contrattuale in genere non aumenta altrettanto. Nella maggior parte dei paesi europei, c’è un insieme di contratti a tempo determinato e indederminato per il personale accademico, con l’eccezione della Slovacchia e della Lettonia in cui esiste solo la tipologia del contratto a tempo determinato.

Un elemento determinante per la stabilità contrattuale è il livello della carriera accademica, con gli accademici più giovani impiegati con contratti a progetto o a tempo determinato e accademici ‘senior’ che è più probabile abbiano contratti a tempo indeterminato. Mentre nella maggior parte dei paesi europei la maggioranza dei professori e del personale accademico di livello senior ha contratti a tempo indeterminato, c’è una competizione sempre maggiore per queste posizioni, con una riduzione generale delle opportunità di lavoro nel settore dell’istruzione superiore in generale.

La percentuale più alta di contratti a tempo indeterminato – 80% e più – si registra in Francia, Malta e Turchia, seguite dalla Svezia, dove circa il 70% degli accademici ha un contratto a tempo indetrminato. Al polo opposto si trovano Germania, Estonia, Austria (settore università), Finlandia (settore università) e Serbia, con il 30% o meno di accademici con contratti a tempo indeterminato.

 

Il personale accademico viene incoraggiato alla mobilità e alcuni paesi hanno un’alta percentuale di personale internazionale

Fra i decisori politici e fra gli attori a livello di singola istituzione, c’è un ampio convincimento che la mobilità del personale accademico porti dei benefici in termini di aumento della qualità dell’istruzione superiore e della ricerca, di maggiore circolazione delle conoscenze e di sostegno alla mobilità degli studenti. La maggior parte dei paesi europei ha almeno una qualche strategia a livello centrale per incoraggiare l’internazionalizzazione del settore dell’istruzione superiore, con circa un terzo dei paesi che ha piani altamente dettagliati per sostenere il fenomeno.
Dati statistici completi sulla mobilità del personale accademico non sono disponibili, sebbene la maggioranza dei sistemi europei di istruzione superiore riferisca di aver istituito meccanismi di monitoraggio della mobilità del personale accademico a livello nazionale. I dati attualmente disponibili mostrano che in molti paesi il personale accademico è fortemente internazionale, con un’alta percentuale di cittadini stranieri fra gli accademici. Per esempio, nel Regno Unito, il 27,3% del personale accademico è straniero, mentre in Svizzera il dato sale al 43,5%.

 

Figura 2: percentuale di cittadini stranieri fra il personale accademico, 2013

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Fonte: European Tertiary Education Register (dati estratti in novembre 2016)

 

Il dottorato è necessario per la maggioranza delle posizioni accademiche, e la maggior parte dei dottorandi ha lo status di studente

Il dottorato è comunemente considerato come la pietra miliare per una carriera accademica. La sua preparazione in genere dura almeno tre anni ed è caratterizzata da una doppia valenza: è considerata come il primo gradino nella carriera accademica e, allo stesso tempo, corrisponde a un periodo di formazione basato sulla ricerca di lungo periodo e di alto livello.

Nella maggior parte dei paesi, gli studenti di dottorato sono formalmente considerati come studenti, nonostante siano anche ricercatori allo stadio iniziale. Questo può essere dovuto al Processo di Bologna che ha aumentato l’importanza degli elementi di insegnamento nei programmi di dottorato.

Nella maggior parte dei paesi europei il dottorato è un requisito di legge per le posizioni accademiche intermedie e senior e, talvolta, anche per le posizioni iniziali. In circa un quarto di tutti i sistemi europei di istruzione superiore – nella Comunità tedesca del Belgio, in Repubblica ceca, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Regno Unito, Islanda e Montenegro – la normativa di livello superiore non richiede formalmente il dottorato come requisito minimo per nessuna delle categorie di personale accademico. Tuttavia, la maggior parte di questi paesi indica che, anche se non è un requisito di legge, il dottorato ha ancora un ruolo importante per la progressione nella carriera accademica.

 

Figura 3: status giuridico dei dottorandi, 2015/2016

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Fonte: Eurydice

 

La qualità dell’insegnamento non può essere data per scontata

I dottorandi che intendono intraprendere la carriera accademica, non necessariamente ricevono una formazione finalizzata a sviluppare le loro abilità nell’insegnamento. Infatti, solo pochi paesi hanno una normativa che richiede la pratica di insegnamento come elemento obbligatorio nei programmi di dottorato. Inoltre, anche quando la normativa prevede compiti di insegnamento, l’obbligo di insegnare generalmente si applica solo ad alcune categorie di dottorandi.

In Europa, non ci sono programmi su larga scala per lo sviluppo professionale continuo che forniscano agli accademici opportunità di migliorare le proprie capacità didattiche. La maggior parte delle iniziative in questo campo sono attività isolate di singole istituzioni di istruzione superiore.

Il carico di lavoro degli accademici è comunemente definito in base alla categoria, con una tendenza a richiedere più insegnamento al personale più giovane o intermedio e meno insegnamento agli accademici con più esperienza (senior).

 

Mentre i sistemi di assicurazione della qualità esterna si incentrano sull’insegnamento e la ricerca, le questioni relative alla gestione delle risorse umane sono spesso trascurate

L’insegnamento e la ricerca sono le questioni più comunemente esaminate dalle agenzie esterne di assicurazione della qualità – a prescindere che questo sia parte di un programma di assicurazione di qualità o sia a livello di istituzione. I temi relativi alla gestione delle risorse umane (procedure di reclutamento, sistemi di valutazione della performance e di promozione) sono valutati molto meno frequentemente, in pratica in poco più della metà dei sistemi.

 

Figura 4: aspetti tipicamente coperti dalla valutazione esterna per l’assicurazione di qualità, 2015/16

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Per consultare lo studio di Eurydice:

Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff -2017


Tag: Istruzione superiore