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8 Aprile 2022

L’equità nell’istruzione scolastica: strutture, politiche e rendimento degli studenti

Il nuovo quaderno di Eurydice indaga questo tema in ottica comparata

di Simona Baggiani

Negli ultimi anni, l’equità nell’istruzione è stata una delle principali questioni politiche dibattute a livello europeo e nazionale. I capi di Stato e di governo europei, in occasione del Social Summit di Göteborg del novembre 2017, hanno discusso della rilevanza dell’istruzione per il futuro dell’Europa. Il Summit ha istituito il pilastro europeo dei diritti sociali di cui l’equità nell’istruzione è un elemento chiave. Il primo principio afferma infatti che ” Ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi…”, mentre il terzo principio sottolinea come ogni persona abbia diritto alla parità di trattamento e di opportunità in materia di istruzione.

Successivamente, la raccomandazione del Consiglio del maggio 2018 sulla promozione di valori comuni, di un’istruzione inclusiva e della dimensione europea dell’insegnamento ha ribadito la necessità di garantire “un accesso equo effettivo a un’istruzione inclusiva di qualità per tutti gli studenti, come fattore indispensabile per realizzare società più coese”. La raccomandazione invitava anche gli Stati membri dell’UE a fornire il “sostegno necessario a tutti gli studenti in base alle loro esigenze particolari, compresi quelli provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati” e a “facilitare la transizione tra i vari percorsi e livelli educativi”.

La crisi causata dalla pandemia da COVID-19 non può che rafforzare le ragioni per rendere sempre più equi e inclusivi i sistemi di istruzione. Le conclusioni del Consiglio del 16 giugno 2020 sulla lotta alla crisi da COVID-19 nell’istruzione e nella formazione hanno riconosciuto che “una delle principali sfide è stata la questione di garantire l’inclusione e la parità di accesso a opportunità di apprendimento a distanza di qualità”. La chiusura delle scuole e il passaggio all’apprendimento a distanza hanno aumentato le difficoltà per gli studenti svantaggiati in termini di bisogni di adeguate competenze digitali, accesso alla tecnologia o a Internet e sostegno educativo a casa.

In tale contesto politico, la rete Eurydice ha prodotto un rapporto a supporto di politiche basate su evidenze nel campo dell’equità nell’istruzione scolastica a livello nazionale e a livello UE.

L’unità italiana di Eurydice ha tradotto in italiano il rapporto della rete e, dato l’argomento di crescente interesse anche a livello nazionale, ha pensato di renderlo ancora più fruibile tramite una versione italiana a stampa parzialmente ridotta.

Il presente Quaderno accoglie infatti le prime due parti del rapporto della rete Eurydice: Equity in School Education in Europe: Structures, Policies and Student Performance:

  1. Concetti e indicatori di equità nell’istruzione
  2. Caratteristiche del sistema educativo.

L’analisi comparativa offre una panoramica delle strutture e delle politiche educative che influenzano l’equità nell’istruzione scolastica ed esamina 42 sistemi educativi europei, cercando di identificare quali sono le caratteristiche del sistema educativo associate a livelli inferiori di equità.

La prima parte fornisce una panoramica teorica del concetto di equità nell’istruzione, nonché un’analisi degli indicatori sull’impatto del contesto socioeconomico sul rendimento degli studenti nelle indagini internazionali (PISA, PIRLS e TIMSS). Inoltre, esamina le informazioni specifiche per paese sulle definizioni nazionali relative all’equità nell’istruzione e agli svantaggi, nonché sulle iniziative politiche di livello centrale/superiore per affrontare le disuguaglianze.

La seconda parte contiene dodici capitoli, ciascuno dei quali esamina un fattore sistemico che la ricerca evidenzia come influente sull’equità nell’istruzione. Tali fattori includono partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia (ECEC), livelli di finanziamento nell’istruzione, differenziazione e tipi di scuola, scelta della scuola, politiche di ammissione, sistemi di scelta del percorso di istruzione, ripetenza di anni scolastici, autonomia scolastica, accountability delle scuole, sostegno alle scuole svantaggiate, sostegno agli studenti con scarsi risultati e opportunità di imparare.

Il rapporto di Eurydice è stato prodotto utilizzando una combinazione di metodi qualitativi e quantitativi. Dal punto di vista qualitativo, vengono fornite le descrizioni delle caratteristiche a livello di sistema e le differenze tra i sistemi vengono analizzate sulla base delle informazioni raccolte attraverso la rete Eurydice.

Dal punto di vista quantitativo, gli indicatori di equità nell’istruzione si basano su diversi database internazionali di valutazione su larga scala (PISA 2015 e 2018, PIRLS 2011 e 2016 e TIMSS 2011 e 2015). Il rapporto non considera caratteristiche degli studenti quali genere, provenienza o meno da un contesto migratorio, o presenza o meno di bisogni educativi speciali (BES).

La raccolta dati Eurydice si concentra sull’istruzione primaria, secondaria inferiore e superiore (livelli ISCED 1-3), l’anno scolastico di riferimento è il 2018/19; il rapporto copre 42 sistemi educativi, inclusi i 27 Stati membri dell’UE, nonché Regno Unito, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Islanda, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. Il Liechtenstein non partecipa al presente rapporto.

Le informazioni contenute nel rapporto Eurydice sono state raccolte attraverso un questionario compilato da esperti nazionali. Le principali fonti di informazione contenute nel rapporto si riferiscono sempre a documenti normativi e linee guida ufficiali emanate dalle autorità educative di livello centrale/superiore, salvo diversa indicazione.

Per consultare e scaricare il quaderno in formato pdf: L’equità nell’istruzione scolastica: strutture, politiche e rendimento degli studenti


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