Articoli

14 novembre 2017

Educazione alla cittadinanza: una disciplina per formare cittadini consapevoli di un’Europa multiculturale

Cos’è l’educazione alla cittadinanza? Come viene insegnata? Come vengono valutati gli studenti? Le competenze di cittadinanza possono essere sviluppate anche al di fuori della classe? Quale formazione e quale supporto ricevono gli insegnanti?

di Erica Cimò

Il nuovo studio della rete Eurydice dedicato all’educazione alla cittadinanza, Citizenship Education at School in Europe 2017, consente di dare risposta a queste e a numerose altre domande sull’offerta di educazione alla cittadinanza nelle scuole pubbliche di livello primario e secondario.

Negli ultimi anni, l’attenzione si è spostata sempre più frequentemente sulla promozione dell’educazione alla cittadinanza, soprattutto per rispondere alla minaccia nei confronti di valori fondamentali quali la pace, l’uguaglianza e i diritti umani, con cui l’Europa si sta confrontando da tempo.

In ambito educativo, i sistemi di numerosi paesi si stanno adoperando per cambiare le loro politiche educative in relazione all’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza, dato il ruolo fondamentale dell’istruzione e formazione nella cura del rispetto reciproco e dei valori primari e nella promozione dell’inclusione e dell’eguaglianza.

Le competenze civiche e sociali sono tra le otto competenze chiave identificate nel 2006 dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea come essenziali per consentire ai cittadini di vivere in una società basata sulla conoscenza. Inoltre, la promozione dell’equità, della coesione sociale e della cittadinanza attiva attraverso l’istruzione scolastica costituisce uno dei principali obiettivi del Quadro di riferimento strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione (ET2020).

Quattro sono le tematiche trattate dallo studio della rete Eurydice (ogni tematica è corredata da uno studio di caso dedicato ad un paese):

  • Organizzazione del curricolo e contenuti;
  • Insegnamento, apprendimento e partecipazione attiva;
  • Valutazione degli studenti e valutazione della scuola;
  • Formazione degli insegnanti, sviluppo professionale e supporto.

Ogni capitolo del rapporto è integrato da uno studio di caso che si concentra sulle recenti iniziative politiche messe in atto nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza dai seguenti paesi: Austria, Comunità fiamminga del Belgio, Estonia e Francia.

In aggiunta, una sezione a parte, dedicata agli allegati, presenta informazioni e siti web su strategie e iniziative organizzate a livello nazionale nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza. Questo il titolo: Citizenship Education at School in Europe 2017 Annexes: National Information and Websites.

Le informazioni contenute negli allegati riguardano i seguenti argomenti:

  • Strategie di livello superiore o piani di azione in materia di educazione alla cittadinanza;
  • Approcci all’educazione alla cittadinanza sulla base dei curricoli nazionali;
  • Orientamento online sull’educazione alla cittadinanza sviluppato/supportato dalle autorità educative;
  • Programmi e iniziative nazionali che supportano l’educazione alla cittadinanza attraverso attività extra-curricolari, e partecipazione agli organi di governo della scuola;
  • Attività di sviluppo professionale continuo – organizzate o supportate da autorità educative di livello superiore – per aiutare gli insegnanti a sviluppare le competenze necessarie all’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza;
  • Enti di coordinamento di livello superiore per lo sviluppo professionale continuo, incluso quello sull’educazione alla cittadinanza.

Le informazioni contenute nel rapporto e negli allegati si basano su dati qualitativi, coprono le scuole del settore pubblico, e includono i programmi dell’istruzione generale e dell’istruzione e formazione professionale iniziale scolastica di 42 sistemi educativi.

Le informazioni e i dati sono forniti per i 28 Stati membri dell’UE, oltre che per Bosnia ed Erzegovina, ex-Repubblica jugoslava di Macedonia, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia.

Qui di seguito, alcuni risultati dello studio.

In Europa, l’educazione alla cittadinanza è multidimensionale e si adatta ad ogni livello di istruzione

Rispetto alla concezione ‘tradizionale’ dell’educazione alla cittadinanza, che ne confinava il ruolo alla trasmissione di conoscenze su istituzioni e processi politici, la moderna educazione alla cittadinanza in Europa è molto più ambiziosa e multidimensionale. Attraverso l’utilizzo di obiettivi specifici per stabilire le finalità del curricolo, le autorità educative mirano a promuovere lo sviluppo di conoscenze e abilità nelle seguenti quattro aree di competenza: efficace e costruttiva interazione con gli altri, pensiero critico, azioni socialmente responsabili, e agire democratico.

Gli studenti acquisiscono competenze diverse a livelli diversi. A livello di istruzione primaria, l’attenzione tende a focalizzarsi sulla promozione dello sviluppo personale e sul potenziamento di competenze interpersonali. Nell’istruzione secondaria, interagire efficacemente e costruttivamente con gli altri apre la strada alla capacità di agire in maniera socialmente responsabile. L’agire in maniera democratica viene promosso a livello secondario superiore, mentre le competenze legate al pensiero critico sono oggetto di maggiori attenzioni a livello secondario inferiore.

Tuttavia, le competenze specifiche veicolate dall’educazione alla cittadinanza ai vari livelli di istruzione variano da paese a paese.

In quasi tutti i paesi l’educazione alla cittadinanza è presente a livello primario e secondario di istruzione e solitamente è integrata in altre discipline

L’educazione alla cittadinanza è ampiamente promossa e la sua offerta è obbligatoria ad ogni livello di istruzione generale in quasi tutti i paesi europei, sebbene non necessariamente in tutti gli anni. Invece, il suo status e la sua collocazione nel curricolo varia da paese a paese.

Viene offerta attraverso tre distinte modalità, spesso combinate: può essere impartita come disciplina separata, integrata in discipline più ampie o in aree di apprendimento come le scienze sociali o gli studi linguistici, o può essere considerata una tematica cross-curricolare trattata da tutti gli insegnanti. La maggior parte dei sistemi educativi adotta gli ultimi due approcci, e oltre 30 dei 42 sistemi educativi presi in esame utilizza uno di questi stessi a tutti i livelli dell’istruzione generale. Per contro, solo 20 sistemi educativi offrono discipline obbligatorie separate nell’ambito dell’istruzione di tipo generale, con differenze sostanziali tra loro relativamente alla durata dell’offerta.

La maggior parte dei paesi offre orientamento e materiali di supporto per l’educazione alla cittadinanza

L’offerta di orientamento e di materiali di supporto per gli insegnanti costituisce una parte fondamentale per migliorare le capacità a livello di scuola e per implementare di conseguenza l’educazione alla cittadinanza a scuola. Ad esempio, durante la fase pilota del nuovo curricolo di educazione alla cittadinanza in Austria, l’importanza di disporre di materiali di supporto è stata sottolineato dagli insegnanti. Questo aspetto è stato, inoltre, rafforzato da recenti riforme occorse in Francia, Italia, Cipro e Lussemburgo.

Nell’area dell’educazione alla cittadinanza, l’orientamento e i materiali di supporto vengono frequentemente offerti agli insegnanti di tutti i livelli dell’istruzione generale. Tali materiali includono l’orientamento disciplinare, i manuali nazionali sul curricolo, norme o decreti ministeriali e quadri di riferimento sulle competenze.

FIGURA_UNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono sostanziali differenze tra paesi relativamente alla durata dell’offerta di educazione alla cittadinanza, nel caso in cui venga proposta come disciplina separata

Nei 20 sistemi educativi che offrono l’educazione alla cittadinanza come disciplina obbligatoria separata nell’ambito dell’istruzione generale, l’importanza attribuitale varia significativamente. La durata maggiore (in termini di anni) dedicata alla disciplina in oggetto si trova in Estonia, Francia, Slovacchia e Finlandia, dove l’educazione alla cittadinanza viene insegnata come disciplina separata ad ogni livello di istruzione per un minimo di 7 anni e un massimo di 12 anni. In altri paesi, come la Croazia, Cipro e la Turchia, l’educazione alla cittadinanza viene offerta solo in un anno dell’istruzione generale. Queste differenze sostanziali si riflettono a loro volta nelle raccomandazioni relative ai tempi medi di insegnamento nell’arco dell’intero percorso dell’istruzione generale, che oscilla dalle 6 ore dedicate a tale disciplina in Croazia, alle ben 72 ore della Francia.

FIGURA_DUE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La maggior parte dei paesi offre opportunità per apprendere al di fuori dell’aula scolastica

Le attività extracurricolari svolgono un ruolo importante nello sviluppo di competenze di cittadinanza anche al di fuori dell’aula scolastica. Gli studenti hanno l’opportunità di partecipare ad attività a loro scelta, di esplorare ambiti diversi e di apprendere in ambienti esterni come quello dello sport, della democrazia e della vita politica, del volontariato, delle attività legate all’ambiente, delle reti internazionali o delle arti e della cultura.

In Europa, 29 paesi offrono raccomandazioni sull’offerta extracurricolare che supporta l’educazione alla cittadinanza, e che sono maggiormente frequenti a livello secondario inferiore e superiore. Più comunemente i paesi raccomandano attività legate all’ambiente, seguite da attività per aumentare la consapevolezza della vita politica. Per contro, il lavoro di volontario è stato il meno comune, in particolare a livello primario e a livello secondario inferiore. Una gran parte dei paesi (27) supporta, inoltre, direttamente i programmi nazionali di attività extracurricolari legati all’educazione alla cittadinanza, con approcci differenti, come ad esempio organizzare un dibattito sulle reti (Germania), potenziare le attività dei giovani come parte della Garanzia per i giovani in (Estonia), o un Servizio nazionale per i cittadini (Regno Unito – Inghilterra e Irlanda del Nord).

FIGURA_TRE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Metà dei paesi organizza una valutazione standardizzata nel corso dell’istruzione generale

La ricerca ha evidenziato che la valutazione degli studenti è una sfida particolarmente impegnativa nell’area dell’educazione alla cittadinanza. Numerosi tipi di supporto vengono offerti agli insegnanti che si occupano di educazione alla cittadinanza.

In 26 sistemi educativi esistono line guida nazionali per la valutazione in classe. Queste linee guida solitamente promuovono entrambe le metodologie di valutazione, sia quella tradizionale che prevede la somministrazione di questionari a risposta multipla, sia metodi alternativi, quali la valutazione basata su un progetto o la autovalutazione/valutazione tra pari.

17 sistemi educativi organizzano una qualche tipologia di valutazione nazionale in discipline separate che trattano l’educazione alla cittadinanza o in discipline che includono qualche tematica legata all’educazione alla cittadinanza. Comunemente, l’obiettivo di tale modalità di valutazione è quello di informare sulle decisioni formali relative alla progressione degli studenti (14 sistemi educativi) piuttosto che quella di valutare il sistema educativo nel suo insieme e/o le singole scuole per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento (8 sistemi educativi). Tuttavia, gli esami standardizzati sull’educazione alla cittadinanza sono obbligatori per tutti gli studenti in un determinato momento del percorso di istruzione in Francia, Irlanda (fino all’anno scolastico 2016/17), Lettonia, Polonia e Svezia; in altri paesi, questo è opzionale.

FIGURA_QUATTRO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante i progressi di alcuni paesi, altri hanno ancora lacune significative nella formazione iniziale degli insegnanti di educazione alla cittadinanza

In Europa, cinque sistemi educativi – Belgio (Comunità francese), Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito (Inghilterra) – offrono ai futuri docenti la possibilità di specializzarsi in educazione alla cittadinanza nel corso della loro formazione iniziale. Dall’autunno del 2017, questo accade anche in Danimarca. In sette altri paesi – Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Polonia e Slovacchia – i futuri insegnanti possono formarsi per diventare semi-specialisti, e.g. insegnanti che sono specializzati in civica o educazione alla cittadinanza e anche in una o in altre due discipline.

17 sistemi educativi non dispongono ancora di regolamenti o di raccomandazioni sullo sviluppo di competenze di educazione alla cittadinanza da parte dei futuri insegnanti durante la loro formazione iniziale – spetta agli istituti di istruzione superiore decidere lo svolgimento di tale formazione.

Per quanto riguarda lo sviluppo professionale continuo nell’area dell’educazione alla cittadinanza, le autorità superiori di 27 sistemi educativi europei organizzano o supportano tali attività proprio per insegnanti.

 FIGURA_CINQUE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, anche i dirigenti scolastici svolgono un ruolo chiave nella promozione di un approccio chiaro e coerente all’educazione alla cittadinanza, un approccio che sia capace di supportare l’educazione alla cittadinanza in classe e a scuola. Dal rapporto di Eurydice si evince che, mentre le autorità educative di livello superiore di circa due terzi dei sistemi educativi europei offrono attività di sviluppo professionale per insegnanti in materia di educazione alla cittadinanza, solo in 14 paesi europei (Bulgaria, Estonia, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Slovenia) vengono offerte simili attività ai dirigenti scolastici. Il focus principale di queste attività per dirigenti scolastici è la promozione dell’educazione alla cittadinanza nelle scuole attraverso il curricolo, una cultura scolastica democratica, la collaborazione con i genitori, le attività extracurricolari, e attraverso l’incoraggiamento della cooperazione tra insegnanti in modo tale che l’educazione alla cittadinanza possa essere efficacemente e realmente sviluppata come un tema cross-curricolare.

 

Questi sono solo alcuni dei risultati dello studio della rete Eurydice, che offre una panoramica completa e attuale delle politiche nazionali adottate nell’area dell’educazione alla cittadinanza dai paesi presi in esame.

Per consultare lo studio: Citizenship Education at School in Europe 2017.

Per consultare gli allegati: Citizenship Education at School in Europe 2017 Annexes: National Information and Websites.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Tag: Competenze disciplinari, Dati sull'istruzione