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11 Maggio 2020

I sistemi scolastici d’Europa e gli obiettivi del quadro strategico ET 2020

Come sono strutturati i sistemi scolastici dell’Europa che dieci anni fa ha messo in campo una strategia mirata al loro miglioramento? Le politiche messe in atto a livello nazionale hanno reso possibile raggiungere gli obiettivi stabiliti per il 2020? Quali sono ancora i passi avanti da fare? Quest’ultimo numero della serie “I Quaderni di Eurydice Italia” cerca di sintetizzare informazioni e risposte utili a fare il punto della situazione.

di Alessandra Mochi

Siamo ormai nel 2020, anno in cui ci sarà da tirare le fila sugli obiettivi previsti dal Quadro strategico per la cooperazione europea nell’istruzione e nella formazione ET 2020, adottato dall’EU nel 2009 ed afferente alla più ampia strategia decennale per la crescita e l’occupazione “Europa 2020”.

Il Quadro ET 2020, voluto per guidare la cooperazione fra i paesi europei fino al termine dell’anno in corso, si è prefisso quattro obiettivi strategici per raggiungere i quali tutti gli Stati membri dell’Unione hanno cercato in questi anni di adottare politiche educative adeguate a mettere in atto i miglioramenti necessari. Si tratta di obiettivi di ampio respiro che riguardano sostanzialmente la realizzazione concreta dell’apprendimento permanente e della mobilità, il miglioramento della qualità e dell’efficacia dell’istruzione e della formazione, la promozione dell’equità, la coesione sociale e la cittadinanza attiva e, per finire, l’incoraggiamento della creatività e dell’innovazione, imprenditorialità compresa, nell’istruzione e nella formazione.

In questo contesto, quest’ultimo Quaderno curato dall’Unità italiana di Eurydice, offre una panoramica dei sistemi scolastici dei paesi dell’Unione europea attraverso schede nazionali che ne descrivono gli aspetti strutturali, la governance e le peculiarità essenziali dei vari livelli educativi, dal preprimario al secondario superiore. Le descrizioni sono sintetiche e corredate, ciascuna, da un grafico di facile lettura che raffigura tutti i tipi di percorsi di istruzione e formazione e la relativa durata, rendendo agevole fare raffronti fra i vari paesi. Le schede nazionali si concludono infine con una breve sintesi dei risultati raggiunti dal paese esaminato rispetto ai target fissati dall’Europa per il 2020, e quindi ormai prossimi alla scadenza.

Per poter verificare se le misure messe in atto dai vari paesi anno dopo anno stavano andando nella direzione giusta per raggiungere questi obiettivi, è stato necessario individuare dei sotto obiettivi concreti e misurabili, i cosiddetti benchmark o target, consistenti in parametri di riferimento a livello europeo, i quali vengono annualmente presentati in un rapporto di monitoraggio della Commissione europea (Education and Training Monitor).

Prima di affrontare la descrizione dei sistemi scolastici nazionali, il volume offre una breve presentazione di contesto delle politiche educative europee e un’analisi comparativa sintetica dei passi avanti compiuti dai vari paesi rispetto ai target fissati, ormai dieci anni fa, dall’UE. I target in questione sono l’abbandono precoce dei sistemi di istruzione e formazione al di sotto del 10%, una percentuale di diplomati dell’istruzione terziaria di almeno il 40%, la partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia di almeno il 95%, una percentuale di quindicenni con scarse competenze di base (lettura, matematica, scienze) al di sotto del 15%, un tasso di occupazione dei neodiplomati dell’istruzione secondaria superiore e terziaria che raggiunga almeno l’82%, e infine una partecipazione degli adulti all’apprendimento permanente di almeno il 15%.

Questa prima parte introduttiva analizza anche la situazione italiana, presentando i progressi fatti dal nostro sistema di istruzione e formazione,  in relazione ai suddetti target, dal 2009, primo anno di rilevazione, al 2018, anno dell’ultima rilevazione dei dati. I  dati sono inoltre messi a confronto con la media europea per gli stessi due anni di riferimento (dati tratti dall’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione europea, Education and Training Monitor 2019).  Considerando, quindi, che l’Italia è stata ampiamente trattata in questa parte del rapporto, è stato deciso di non includerla nella sezione delle schede nazionali.

In sintesi, per dare un’idea di come si è comportato il nostro paese, possiamo affermare, ad esempio, che rispetto all’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione, nei dieci anni considerati il tasso è andato via via a diminuire anche se, nell’ultimo anno, è lievemente risalito attestandosi al 14,5%. Inoltre, il tasso di abbandono maschile è molto più elevato rispetto a quello femminile, come lo è nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Nord. Migliori risultati al Nord rispetto al Sud si palesano anche nelle competenze di base dei quindicenni (Indagine OCSE/PISA del 2015 e test Invalsi). Va tutto bene, invece, per quanto riguarda la partecipazione dei nostri piccoli di 4 anni all’educazione e cura della prima infanzia, target che l’Italia ha raggiunto e, addirittura, di poco superato. Non altrettanto positivo è il dato sui diplomati dell’istruzione superiore, per il quale l’Italia, con un misero 27,8%, si posiziona al penultimo posto in Europa; fra i fattori che possono spiegare questo risultato vi sono l’alto tasso di abbandono scolastico, la lunga durata e gli elevati costi degli studi universitari. L’occupazione dei neodiplomati dell’istruzione secondaria e terziaria risulta bassa (56,5% rispetto al target UE dell’82%); in particolare, il tasso di occupati tra i diplomati dell’istruzione superiore è uno dei più bassi d’Europa. Anche la partecipazione all’apprendimento permanente da parte degli adulti in Italia risulta molto bassa.

Questi aspetti, insieme alla descrizione dell’ossatura dei sistemi di istruzione dei 27 paesi europei analizzati, vengono affrontati dal presente rapporto che, ci auguriamo, possa costituire uno strumento utile al mondo della scuola, e non solo, per addentrarsi nelle realtà educative dei paesi a noi vicini.

Per saperne di più si rimanda alla lettura del Quaderno di Eurydice I sistemi scolastici europei al traguardo del 2020.


Tag: Dati sull'istruzione, Eurydice Italia